Mario Civetta, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Roma, ha richiesto, tramite una lettera aperta, un intervento al CNDCEC al fine di chiarire il ruolo dei commercialisti, dopo lo spot del MEF sullo scontrino elettronico.

Vale la pena ricordare che secondo l’opinione pubblica (oltre che alcune “istituzioni”) il ruolo del commercialista avrebbe perso di utilità già dall’avvento della cosiddetta – e tanto declamata – “dichiarazione dei redditi precompilata”. L’occasione sarebbe opportuna per sottolineare che nella realtà non esiste ancora alcuna dichiarazione “precompilata”, poiché a conti fatti, anche per questa serve ancora l’ausilio di un caro, vecchio e datato commercialista, che poi, dal canto suo, l’avrebbe vista anche come una liberazione da scontrini, ricevute mediche e pezzi di carta dalla dubbia utilità.

Detto ciò, va da sé che è lecito dubitare della buona fede dello spot e dell’istituzione pubblica che ne ha permesso la divulgazione, ricordando allo Stato che se non ci fossero i commercialisti probabilmente le casse dell’erario sarebbero vuote.

Fatte queste premesse sembra quasi superfluo disquisire sul ruolo dei commercialisti oggi. Ma per fugare ogni dubbio, ci piace ricordare che attualmente il commercialista è un vero e proprio consulente che, oltre a supportare le imprese nella contabilità, le guida, ne orienta le scelte e soprattutto è il Virgilio degli imprenditori nella lettura e comprensione degli infernali gironi delle norme tributarie che spuntano puntualmente come funghi e sovrapponendosi l’un l’altra.

E come scrive lo stesso Mario Civetta, “la contabilità continua ad esistere, e per farla bene continua ad essere necessario l’intervento di un bravo commercialista”.

 

Studio Pietrostefani.