Il nuovo Codice introduce nuovi “alert” per facilitare l’emersione di momenti di difficoltà della vita aziendale e garantire la prosecuzione del business quando la crisi è dovuta ad elementi contingenti.

Vengono semplificate le procedure sia sul piano giudiziale che in caso di strumenti alternativi; i primi provvedimenti sono entrati in vigore a Marzo 2019, mentre la maggior parte di quest’ultimi entreranno in vigore a partire dall’agosto 2020.

Per la risoluzione della crisi da sovraindebitamento vengono mantenute le seguenti medesime tre procedure (i) ristrutturazione dei debiti, (ii) concordato minore, (iii) liquidazione controllata

Le differenze fra le fattispecie risiede nell’attivazione delle stesse: nei primi due casi sono attivabili dal debitore mentre la liquidazione controllata può essere aperta anche su richiesta dei creditori o del P.M.

Ambito di applicazione

Le procedure sono riservate ai soggetti non fallibili e non sottoponibili alla liquidazione coatta. Non tutti i soggetti sovraindebitati possono accedere a tutte e tre le procedure appena elencate:

Ristrutturazione dei debiti: dedicata ai consumatori che non hanno già beneficiato dell’esdebitazione nei 5 anni o non sono già stati esdebitati per due volte e non hanno determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode;

Concordato Minore: riservato ai professionisti, imprenditori minori o agricoli, start-up innovative e ogni altro debitore in stato di sovraindebitamento non assoggettabili alle procedure liquidatorie, escluso il consumatore

Liquidazione Controllata: una procedura residuale e si applica a tutti i debitori sovraindebitati e dunque consumatori, professionisti, imprenditori minori ecc…

Novità della disciplina

Le principali novità riguardano:

  1. Sostituzione del termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale” in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei;
  2. Introduzione di un sistema di allerta finalizzato a consentire l’immediata emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa nonché un maggiore soddisfacimento dei creditori;
  3. si dà priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale
  4. vengono privilegiate le procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
  5. istituzione presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;
  6. armonizzazione delle procedure di gestione della crisi e dell’insolvenzadel datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori.