Legge di Bilancio 2019, il nuovo piano degli incentivi fiscali per le imprese

La Legge di Bilancio 2019 (Legge N. 145 del 30/12/2018) ha introdotto diverse novità nell’ambito degli incentivi fiscali per sostenere gli investimenti in ricerca, innovazione, competenze digitali e infrastrutture. Di seguito vengono trattate le principali novità.

Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo (Articolo 1, commi 70-72)

La Legge di Bilancio 2019 ha reintrodotto la doppia aliquota, del 25% e del 50%, del beneficio sulle spese di R&S incrementali, a seconda della tipologia di spesa sostenuta, ed ha inoltre previsto il dimezzamento dell’importo massimo del beneficio annuale fruibile da ciascuna impresa, che scende da 20M€ a 10M€. Pertanto, dal 2019 la percentuale del 50% si applica solo (a) alle spese per il personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di R&S e (b) alle spese relative alla ricerca commissionata «extra-muros» riconducibili a contratti stipulati con Università, enti e organismi equiparati, nonché con imprese residenti qualificate come startup e PMI innovative, a condizione che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente. La percentuale del 25% si applica invece (c) alle spese per il personale titolare di rapporto di lavoro autonomo, o comunque diverso dal lavoro subordinato, impiegato nelle attività di R&S, nonché (d) alle spese di ricerca commissionate ad altre imprese diverse da quelle summenzionate per il diretto svolgimento delle attività di R&S ammissibili al credito d’imposta, a condizione che, anche in questo caso, non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente (e) alle quote di ammortamento delle spese di acquisto o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, per la quota di tempo in cui tali beni sono impiegati in attività di R&S e, da ultimo (f) alle spese sostenute per acquisti di competenze tecniche e privative industriali. Inoltre, la Legge di Bilancio 2019, nell’intento di recepire le effettive esigenze rappresentate dalle imprese, ha introdotto una nuova categoria di spesa, agevolabile al 25%, che riguarda i materiali, le forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di R&S o nella realizzazione di prototipi e impianti pilota, relativi alle fasi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Tale disposizione, tuttavia, si applica solo nel caso in cui essa generi un beneficio per l’impresa, mentre va disapplicata nel caso in cui, per effetto di tale inclusione, si realizzi un decremento del beneficio.

 

 

La reintroduzione della doppia aliquota ha reso necessario un nuovo criterio di calcolo del beneficio spettante, andando ad operare direttamente sull’eccedenza agevolabile (differenza tra l’ammontare complessivo delle spese ammissibili sostenute nel periodo agevolato e la media della base storica 2012-14), pertanto l’importo su cui applicare l’aliquota del 50% è determinato in base alla proporzione tra l’incremento di spesa nelle categorie agevolabili al 50% e l’incremento di spesa complessivo. La restante quota di incremento di spesa beneficia come detto dell’aliquota al 25%. Inoltre, già con decorrenza dal 2018 (per i soggetti «solari») le imprese sono tenute a predisporre una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti ed i risultati, dei progetti di R&S intrapresi, redatta dal responsabile della ricerca e firmata dal legale rappresentante dell’impresa. Tra l’altro, come norma di interpretazione autentica, è stato chiarito che per le imprese residenti che svolgono attività di R&S a favore di soggetti non residenti, rilevano solo le spese ammissibili per attività svolte direttamente in laboratori o strutture situati nel territorio dello Stato italiano. La Legge di Bilancio è intervenuta anche sugli adempimenti formali che le imprese devono rispettare per beneficiare del credito d’imposta. Più nel dettaglio, le nuove disposizioni introducono un obbligo di apposita certificazione delle spese ammissibili anche per le imprese con bilanci certificati. Occorre infine sottolineare i tempi di operatività delle nuove regole. Le modifiche di ordine sostanziale (aliquote di spesa, importo massimo del bonus e tipologia di spese ammissibili) si applicano a decorre dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 e, quindi, nella generalità dei casi, dall’anno 2019. Invece, le modifiche concernenti gli aspetti formali e documentali hanno effetto a partire dagli adempimenti relativi al credito d’imposta maturato nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

Iper ammortamento (Articolo 1, commi 60-65 e 229)

L’incentivo è stato prorogato anche per il 2019, compresi gli investimenti finalizzati nel 2020, a condizione che entro il 31 dicembre 2019 l’ordine d’acquisto risulti accettato dal venditore e l’acquirente abbia versato un acconto pari ad almeno il 20% del prezzo di acquisto. Tuttavia sono state riviste le aliquote di maggiorazione e l’intensità del beneficio è stata rimodulata in modo decrescente, in relazione all’importo degli investimenti. Più nel dettaglio, la maggiorazione del costo di acquisto fiscalmente deducibile è pari al: – 170% per investimenti fino a 2,5M€; – 100% per investimenti compresi tra 2,5M€ e 10M€; – 50% per investimenti compresi tra 10M€ e 20M€ milioni di euro. Per gli investimenti eccedenti il predetto limite di 20M€ non si applica alcuna maggiorazione. E’ inoltre previsto che la maggiorazione per i beni immateriali è applicabile anche ai costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso, mediante soluzioni di cloud computing, a beni immateriali di cui all’Allegato B della L. 232/2016, limitatamente alla quota del canone di competenza del singolo periodo d’imposta di vigenza della disciplina agevolativa.

Super Ammortamento

Tale misura non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2019, pertanto le imprese potranno avvalersi della misura solo per gli investimenti realizzati entro il 30 giugno 2019, a condizione che entro il 31 dicembre 2018 l’ordine di acquisto del nuovo bene sia stato accettato dal venditore e sia stato effettuato il pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisto.

Credito d’imposta per la formazione 4.0 (Articolo 1, commi 78-81)

E’ prorogato per il 2019 anche il credito di imposta Formazione 4.0, volto a stimolare le spese per la formazione del personale dipendente nelle materie relative alle tecnologie previste dal «Piano Nazionale Impresa 4.0». La legge di Bilancio 2019 ha previsto che l’importo del credito d’imposta sia differenziato sulla base delle dimensioni dell’impresa richiedente, pertanto: – alle piccole e medie imprese il credito spetta rispettivamente nella misura del 50% e del 40% delle spese ammissibili, con un limite annuo di 300K€; – alle grandi imprese, invece, il credito spetta nella misura del 30% delle spese ammissibili, con un limite annuo di 200K€.

 Nuova Sabatini (Articolo 1, comma 200)

La Nuova Sabatini, rifinanziata con la Legge di Bilancio 2019, è una misura che incentiva l’accesso al credito delle PMI per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, nonché tecnologie digitali e software. La manovra prevede un rifinanziamento di 480M€ per la misura, ripartiti come segue: – 48M€ per il 2019; – 96M€ per ciascun anno dal 2020 al 2023; e – altri 48M€ per il 2024.